CEM - CAMPO ELETTROMAGNETICO

CAMPI ELETTROMAGNETICI: MISURAZIONI

CEM

La legislazione corrente impone per le aziende la valutazione del rischio dei lavoratori derivante dall’esposizione agli agenti fisici campi elettromagnetici. Polo 626 srl è in grado di effettuare la valutazione fisica del rischio secondo quanto previsto dal capo IV titolo VIII del D.Lgs. 81/08, direttiva 2013/35/UE e D.Lgs. 159/16 fornendo il massimo supporto al cliente al fine di evitare gravi conseguenze sia a carico del datore di lavoro che del lavoratore.

Il nostro laboratorio mobile esegue le misure presso gli stabilimenti dei clienti (sa in campo industriale che civile/domestico) al fine di prevenire e limitare i rischi dovuti all’inquinamento elettromagnetico.

La strumentazione utilizzata è altamente professionale e ricopre a pieno le richieste della direttiva. Tipo di strumentazione utilizzata:

  • Misuratore NARDA SAFETY TEST SOLUTIONS MOD. 8053-2013/35;

  • Equipaggiamento di due sonde: la prima è utilizzata per tutte le applicazioni a bassa frequenza sia industriali che domestiche (50Hz) con possibilità di misurazione anche nelle 24 ore. La seconda è utilizzata per le misurazioni delle sorgenti ad alta frequenza (ad es. microonde, antenne radiofoniche e di telefonia….)

CAMPI ELETTROMAGNETICI: CHE COSA SAPERE

Cos’è un campo elettromagnetico?

Un campo elettromagnetico è un fenomeno fisico che consiste nell’esistenza contemporanea di un campo elettrico e di un campo magnetico, è generato localmente da una qualunque distribuzione di carica elettrica variabile nel tempo e si propaga sotto forma di onde elettromagnetiche. Ogni qual volta si verifica una variazione di campo elettrico o di campo magnetico si genera nello spazio un campo elettromagnetico che si propaga a partire dalla sorgente.


Cosa prescrive il D.Lgs. 81/2008 in merito all’esposizione a campi elettromagnetici?

Il capo IV Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 prescrive che il datore di lavoro valuti e, quando necessario, calcoli i livelli dei campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) ai quali sono esposti i lavoratori; in particolare le disposizioni riguardano la protezione dai rischi per la salute e sicurezza dovuti agli effetti nocivi a breve termine derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall’assorbimento di energia e da correnti di contatto.


Quando è entrata in vigore la nuova direttiva sui campi elettromagnetici?

Il 29 giugno 2013 è entrata in vigore la nuova direttiva sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici – campi elettromagnetici (direttiva 2013/35/UE).

La direttiva 2013/35/UE è stata recepita con decreto legislativo 1 agosto 2016 n.159 (G.U. n.192 del 18/08/2016). La data di entrata in vigore è il 02 settembre 2016.


Chi è soggetto alle esposizioni di carattere professionale?

Secondo la definizione dell’art.2, comma 1, lettera f), della legge 36/2001, la legge quadro sulla protezione dai campi elettromagnetici, l’esposizione dei lavoratori è “ogni tipo di esposizione dei lavoratori e delle lavoratrici che, per la loro specifica attività lavorativa, sono esposti a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.

Sono quindi da intendersi esposizioni di carattere professionale quelle strettamente correlate e necessarie alle finalità del processo produttivo. Le esposizioni indebite a sorgenti non correlate con la specifica attività dei lavoratori che non ricadono sotto la gestione del datore di lavoro devono essere contenute, a carico dei gestori, entro i limiti vigenti per la tutela della popolazione.


Quali sono gli effetti dei campi elettromagnetici che si vogliono prevenire?

Le misure previste dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 sono mirate alla protezione dai rischi per la salute e sicurezza dovuti agli effetti nocivi a breve termine derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall’assorbimento di energia e da correnti di contatto. Il D.Lgs. 81/2008 non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungo termine per i quali mancano dati scientifici che dimostrino un rapporto di causa-effetto e non riguarda nemmeno i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.


Quali sono le conseguenze dei campi elettromagnetici sulla salute umana?

Le correnti indotte dovute ai CEM a bassa frequenza (fino a 10MHz), possono indurre vari effetti avversi principalmente a carico del sistema cardiovascolare (aritmie, fibrillazione, asistolia, ecc.) e nervoso (es. contrazione neuromuscolare).

L’assorbimento di energia legato ai CEM a frequenze oltre i 100 kHz può causare un riscaldamento localizzato di organi e tessuti o uno stress termico generalizzato; gli effetti avversi più rilevanti sono le ustioni, il colpo di calore, la cataratta e la sterilità maschile temporanea.


È sempre obbligatoria la valutazione approfondita dei campi elettromagnetici con misurazione dei livelli di esposizione?

No. Come per gli altri rischi di esposizione ad agenti fisici, ai sensi dell’art. 181, comma 3 del D.Lgs. 81/2008, il datore di lavoro può includere, nella valutazione generale dei rischi per i lavoratori, una giustificazione in base alla quale, secondo la natura e l’entità dei rischi da campi elettromagnetici, non si renda necessaria una valutazione più dettagliata.


Quali sono le condizioni nelle quali l’esposizione al rischio può considerarsi “giustificabile”?

Definiamo situazione “giustificabile” una condizione che può avvalersi della modalità di valutazione del rischio meno approfondita nella quale la condizione espositiva non comporta apprezzabili rischi per la salute.

Ai fini di questa definizione si reputano in primo luogo non comportare rischi per la salute le esposizioni inferiori ai livelli di riferimento per la popolazione di cui alla raccomandazione europea 1999/519/CE. In questi casi la giustificazione è adottabile indipendentemente dal numero di attrezzature di lavoro in uso.


Quali sono le attività la cui esposizione è considerata “giustificabile”?

Tutte le attività che si svolgono unicamente in ambienti privi di impianti e apparecchiature elettriche e di magneti permanenti. Attività in cui si usano apparecchiature a bassa potenza (così come definite dalla norma EN 50371: con emissione di frequenza 10 MHz¸300 GHz e potenza media trasmessa fino a 20 mW e 20 W di picco), oppure in cui c’è l’uso di attrezzature marcate CE, valutate secondo gli standard armonizzati per la protezione dai CEM. Alcuni esempi di luoghi di lavoro per i quali, comunemente, si può accettare il rischio: uffici, centri di calcolo, negozi, alberghi, parrucchieri ecc. Resta ferma la piena responsabilità del datore di lavoro nell’assumere la giustificazione per la propria particolare sorgente nelle specifiche condizioni e ambiente di utilizzo.


Quali possono essere alcuni esempi di luoghi di lavoro o mansioni per i quali, comunemente, si devono effettuare approfondimenti nella valutazione del rischio?

Per fare qualche esempio: centrali e sottostazioni elettriche; installatori e manutentori di sistemi fissi di telecomunicazioni, manutentori di linee elettriche, saldatori ad arco o a induzione o a scarica capacitiva, installatori e manutentori di sistemi radar, fonditori di metalli preziosi, addetti a macchine dielettriche utilizzate nel settore tessile o lavorazione di legno o plastica, macchinisti su treni ad alta velocità, operatori sanitari e personale pulizie su RM, chirurghi e personale sanitario che utilizza elettrobisturi e apparecchiature similari, fisioterapisti che utilizzano apparati di diatermia, addetti alla manutenzione e riparazione di apparecchiature/impianti medicali emittenti CEM, ecc.


Gli apparecchi che dichiarano il rispetto delle norme di compatibilità elettromagnetica possono essere “giustificati”?

In linea generale, no. Le norme di compatibilità elettromagnetica prescrivono vincoli sull’immunità degli apparati ai campi elettromagnetici (cioè la capacità di funzionare correttamente anche in presenza di disturbi elettromagnetici) e sull’emissione degli apparati stessi ai fini della prevenzione di malfunzionamenti su altre attrezzature utilizzate in prossimità dell’apparato.

Pertanto gli apparecchi che rispettano le norme di compatibilità elettromagnetica non garantiscono automaticamente il rispetto dei limiti per la protezione della salute umana, a meno che tale aspetto non sia esplicitamente riportato nella norma di prodotto.


Cosa sono i valori limite e i valori di azione?

I valori limite di esposizione sono valori di esposizione a campi elettromagnetici che non devono mai essere superati e che il cui rispetto garantisce che i lavoratori siano protetti contro gli effetti nocivi a breve termine. I valori di azione rappresentano parametri direttamente misurabili (intensità campo elettrico, intensità campo magnetico, ecc), il cui superamento determina l’obbligo di adottare determinate misure di prevenzione e protezione. Il rispetto dei valori d’azione garantisce il rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione.


La valutazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici deve essere aggiornata?

La valutazione dei campi elettromagnetici, come per tutti gli altri rischi fisici, deve essere programmata ed effettuata con cadenza almeno quadriennale ovvero ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta.

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